• Pittori Danesi

    • CIVITA D’ANTINO, Pittori Danesi
       
       Edvard Weie
       

      Nei suoi dipinti è stato quello che ha portato un aria di rinnovamento nell’arte danese di inizio secolo. Weie in questo periodo è stato personaggio di primo piano. La sua infanzia a Christianshavn diventa lo sfondo per i suoi primi quadri.
      Le immagini tranquille, di interni modesti con le descrizioni della madre e la sorella, paesaggi e viste sui canali pieni di vita, i magazzini del porto, diostrano che Weie era nato per diventare pittore.
      Fu un pittore autodidatta eccetto un breve periodo di studi alla Kunstenernes Studieskoler di Copenaghen (1906-7), sotto l’insegnamento di Kristian Zahrtmann. Nel suo primo viaggio all’estero, in Italia nel 1907, rimase impressionato dalla luce mediterranea, che influenzò la sua pittura con l’introduzione dei colori chiari. Si notano nelle sue immagini l’esperienza di vita quotidiana, rappresentando la realtà con una dedizione umile e religiosa.
      Un viaggio a Parigi nel 1912 ed il ritorno a ChristiasØ nello stesso anno, diedero al suo studio sui colori nuovo nutrimento. In chiare e precise sfumature lui costruisce la figura; dipinge il mare che si infrange sulla costa di ChristiasØ con l’aria calda e soave sopra le rocce. Anche i componimenti mitologici e meravigliosi di Poseidon influiscono sulla sua fantasia romantica.
      Come cultore dei colori è il più coraggioso degli anni ’20, gli anni della sua massima espressione. Le immagini di questo periodo risentono dell’influenza del pittore svedese Karl Isakson e del cubismo, con il colore compiuto e l’armonia organizzata e precisa delle immagini, anche se nella sua pittura si riconosce una fantasia ed una comprensione personale.

      Kristian Zhartmann

      Ha studiato a Copenaghen al "Kongelige Akademi for de SkØnne kunster" nel 1864-68 sotto l’insegnamento di Wilhelm Marstrand, Jørgen Roed, niels Simonsen e Frederik Vermeren. Ha lavorato come insegnante e come direttore del "Kunstnernes Studierskoler", la scuola della libera arte di Copenaghen dal 1885 al 1908. la linea pittorica di Marstrand nella pittura danese con i richiami storici, i temi letterari e le sue descrizioni dell’Italia fu ripresa solamente da un suo allievo: Kristian Zahrtmann che nella sua ricca personalità ed intelligenza fu uno dei personaggi più attivi nella storia dell’arte danese. Si dedicò a figure della Storia danese, si immedesimò con la sua grande fantasia nei caratteri e nello studio approfondito dei modelli, dando vita a molte scene con carattere drammatico. Nei suoi riferimenti a episodi storici, l’arte di esalta la ricchezza degli abiti ed i colori fiammanti. Per diversi anni ha dipinto scene di vita paesana ed i paesaggi di Civita D’Antino dove gli fu conferita la cittadinanza onoraria. Zahrtmann si è affermato nell’arte danese come insegnante di una generazione di giovani pittori. Si impegnò contro l’accademia d’arte per una libera attività degli artisti e divenne una figura di riferimento nel suo tempo e quindi amato ma anche contrastato
       

      Joakim Skovgaard

      Come figlio del pittore paesaggista P. C. Skovgaard, Joakim Skovgaard ha ricevuto fin dall’infanzia gli impulsi delle correnti più ricche dell’arte del secolo scorso. Impara dal padre l’importanza dello studio naturalistico ed acquisisce le sensazioni dell’arte decorativa con l’aiuto del padre e del pittore Constantin Hansen. Dal 1880-81 frequenta a Parigi, come tanti artisti danesi, la scuola Bonnats. L’entusiasmo e la gioia per lo studio dei monumenti e della vita dei popoli classici dell’arte come l’Italia e la Grecia e la compagnia dei pittori Theodor Philipsen e Kristian Zahrtmann, comportò negli anni 1880 un arricchimento della sua arte. Pochi artisti danesi hanno vissuto con tale immedesimazione l’arte antica. Diventa uno dei pittori nordici più importanti dell’arte monumentale di questo secolo. In seguito si fa più chiaro lo stile Skovgaariano con i dipinti su terracotta nelle rappresentazioni bibliche nella Cattedrale di Viborg, ove lavorò con i suoi allievi negli anni 1901-1907 facendo risaltare in particolare il suo sentimento religioso.

      Peter Hansen

      Insieme con Frits Syberg e Johannes Larsen, Peter Hansen formò quel gruppo di pittori che impresse in modo forte la nostra conoscenza della natura della Fionda. Per questo furono chiamati " i fonesi". Peter Hansen nacque a Faaborg e crebbe in un ambiente di artigiani. Era diplomato come pittore decoratore ma in lui rimase sempre la gioia e la volontà di lavorare come un artigiano.
      Insieme con i suoi amici della fionia Hansen faceva parte del gruppo dei maestri alla scuola di Zahrtmann. Era uno degli allievi più cari a Zahrtmann e divenne un brillante pittore. Rimane uno dei più vivaci coloristi della storia d’arte danese, sforzandosi di rappresentare le cose in modo realista e naturale.
      Nonostante i suoi motivi pittorici siano molto vari, il suo interesse principale rimaneva la natura del sud della fionia. Ha dipinto scene di campagna aperta, il segale ondeggiante, la vendemmia, il campo arato, il sole che brilla sui marinai di Faaborg. Il suo calore umano si evidenzia in varie immagini sia quando dipinge i bambini che giocano sul ghiaccio fuori di Faaborg, che nel giovane contadino che segue la fuga del pavone alla luce di primavera e infine nel quadro delle bambine che giocano a Enghave Plads a Copernaghen.
      Era interessato soprattutto alle persone comuni e amava le scene di vita quotidiana come i giocatori di Vesterbro su una banchina o i bevitori di birra su un tavolo all’aperto. Soggiornò molto in Italia specialmente a Napoli e Pompei. Si impegnò anche come pittore di ritratti sottolineando le espressioni di grande serenità.

      Peter Severin Krojer
       
       
      Con l’avvento del realismo la pittura paesaggistica del 1880 ha avuto in Kroyer un personaggio di primo piano.
      Si fece valere ben presto; era intelligente e molto ricettivo agli stimoli esterni. Il suo interesse particolare della realtà si evidenzia nei suoi studi e nelle immagini dei pescatori durante gli anni della accademia a Hornbaek.
      Nel 1887 andò a Parigi come allievo alla scuola di pittura di Lèon Bonnat e l’anno successivo fece un viaggio di studio a Madrid dove copiò Velasquez; queste due esperienze diedero ai suoi lavori un effetto più ampio e realistico.Nell’opera "Sardineriet i Concarneau" del 1879 durante una gita in Bretagna diede una precisa descrizione della società con caratteristiche molto pittoresche. Con i due dipinti del 1880 "Cappellai italiani" e "Campagnolo italiano" suscitò molto interesse quando vennero esposti. La severa descrizione dei poveri lavoratori di cappelli si ritrova soltanto nei suoi primi lavori sui pescatori di Skagen dove, nel 1882, cominciò a dipingere sotto l’influenza del norvegese Chr. Krohg.
      Divenne un pittore di classe internazionale e con una tecnica eccellente rappresentò brillantemente la natura d’estate in Danimarca.
      Tradusse in modo lirico l’atmosfera della spiaggia di Skagen e sempre in forma spirituale realizzò dipinti dei suoi amici pittori o di altri personaggi del suo tempo.

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